A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pino Vaccaro, giornalista di 7Gold. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Ieri c'è stata un po' di maretta in casa Roma a causa di due notizie che hanno allarmato i tifosi giallorossi: una presunta offerta della Juventus per Mile Svilar e un presunto approccio dell'Inter per Pisilli. Innanzitutto, possiamo dire che sono state due boutade?

“Chiamiamole pure boutade. Credo che chi ragiona con un minimo di logica possa capire subito che immaginare Svilar ceduto il 30 giugno, peraltro a una cifra come 40 milioni di euro, fosse pura fantascienza. La Roma considera Svilar uno dei tre calciatori incedibili della rosa, insieme a Manu Koné e Wesley. È una voce che si è spenta rapidamente: tutti i principali esperti di mercato, te compreso, hanno subito chiarito che la Roma non aveva alcuna intenzione di venderlo. Lo stesso discorso vale per Mancini. Non l'ho inserito tra gli incedibili soltanto perché aveva ancora la questione del rinnovo da definire, ma il prolungamento è ormai soltanto una questione di tempo. Dopo la scadenza del 30 giugno arriveranno i rinnovi di Paulo Dybala, Gianluca Mancini e Lorenzo Pellegrini. Per questo motivo non credo minimamente a un suo addio.”

La piazza ha reagito con preoccupazione. Possiamo dire che, ancora oggi, anche a causa delle tante voci che circolano sui social, sia fin troppo semplice far passare una fake news per una notizia?

“Assolutamente. Io non sono un grande fan del cosiddetto "mercato dei mercatari", perché fare il mercato è un lavoro complicatissimo e le persone davvero affidabili sono poche. Tu sei una di queste e ti stai confermando tra i migliori in assoluto. Per il resto, invece, c'è chi tenta di emulare, di copiare, di rincorrere gli altri. Il nostro è un mestiere complesso e il mercato lo è ancora di più, perché anche quando una trattativa sembra fatta, in realtà non è mai davvero conclusa fino alle firme. Le fonti vanno verificate più volte e serve un lavoro lungo e accurato. In questa enorme proliferazione di presunti esperti è facile finire travolti dalle fake news. Basta vedere quello che è successo nell'ultimo periodo: sul Milan abbiamo letto qualsiasi cosa, tra allenatori, assetti societari e trattative date per concluse che poi non si sono mai concretizzate. Un conto è raccontare uno scenario, un altro è spacciare per certe notizie che non lo sono. Per questo bisogna affidarsi a chi, nel tempo, si è costruito una credibilità.”

Restando in tema di credibilità, abbiamo letto tante notizie anche su Matías Soulé. Ieri qualcuno lo dava già con le valigie in mano, pronto a trasferirsi in Arabia Saudita. A me questa pista non risulta. A lei?

“Nemmeno a me risulta credibile. Oggi Soulé ha molto più mercato in Europa che in Arabia Saudita. Poi, in futuro, tutto può succedere, ma non è una situazione che ieri potesse concretizzarsi da un momento all'altro.”

Ad oggi chi è realmente più vicino ad assicurarsi le prestazioni di Soulé?

“Credo che la pista più concreta sia quella del Borussia Dortmund. È stata la società che ha mosso i passi più concreti, ma senza arrivare alle cifre richieste dalla Roma. Poi potrebbero esserci stati anche ostacoli legati alle commissioni, e su questi aspetti tu conosci il mondo degli agenti meglio di me. Si è parlato anche dell'Aston Villa, ma sinceramente mi convince meno, anche dal punto di vista tattico. In Germania, oltre al Borussia Dortmund, si è mosso anche lo Stoccarda, ma nessuno ha raggiunto la valutazione fatta dalla Roma. La cosa importante è che la Roma ha dato un segnale molto forte: ha detto chiaramente che non si sarebbe fatta prendere per il collo entro il 30 giugno. Anche a costo di pagare eventualmente una sanzione legata ai parametri UEFA, la proprietà ha preferito rifiutare offerte ritenute troppo basse per Koné, Svilar e Wesley. È una scelta coerente con il progetto di Gian Piero Gasperini. Se dopo sette anni torni in Champions League, sarebbe stato davvero paradossale privarti proprio dei pilastri su cui il nuovo allenatore vuole costruire la squadra.”

Restando in tema di nuovi progetti, oggi prende ufficialmente il via anche quello di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Allegri parte però con una situazione diversa rispetto a quella vissuta da Antonio Conte. A lui viene chiesto soprattutto di valorizzare la rosa e di vendere prima di acquistare.

“Sì, ed è proprio questo uno dei motivi che ha portato Conte a scegliere un'altra strada. È una situazione simile a quella vissuta anni fa all'Inter: se la società non può sostenere gli investimenti richiesti, si prendono decisioni diverse. Allegri, invece, sa di avere già tra le mani una grande squadra. Il Napoli dispone di un centrocampo di altissimo livello, attaccanti fortissimi, esterni molto validi e una difesa che potrà essere ulteriormente rinforzata, soprattutto sulla fascia destra. Massimiliano Allegri non è mai un allenatore distruttivo, ma uno che valorizza ciò che ha a disposizione. Ha una squadra collaudata e, con due o tre innesti mirati, secondo me lotterà fino in fondo per lo scudetto. Per me l'Inter resta la favorita, ma subito dietro c'è il Napoli. Le difficoltà vissute da Allegri negli ultimi anni al Milan sono state soprattutto legate ai rapporti con la società e con Zlatan Ibrahimović. In un ambiente forte e organizzato come quello del Napoli, con una rosa già competitiva, credo che possa fare molto bene.”

Da osservatore di calcio, in quali reparti ritiene che il Napoli abbia maggiormente bisogno di rinforzi?

“Sento parlare tanto del portiere, ma sinceramente mi sembra un falso problema. Alex Meret è affidabile e Allegri non mi risulta stia spingendo particolarmente per Vanja Milinković-Savić. Io interverrei soprattutto in difesa. Alessandro Buongiorno deve ritrovare il livello mostrato un paio d'anni fa, perché nell'ultima stagione non mi è sembrato al massimo della condizione. A centrocampo bisognerà capire anche le condizioni di Stanislav Lobotka, reduce da diversi problemi fisici. Se André-Frank Zambo Anguissa non dovesse tornare ai livelli dello scudetto, aggiungerei un centrocampista di gamba. Ruben Loftus-Cheek, per caratteristiche, sarebbe il profilo ideale, anche se non so quanto il Milan sia disposto a lasciarlo partire. Per il resto il Napoli è già molto forte. Sugli esterni ci sono Matteo Politano e gli altri interpreti di qualità, davanti c'è Romelu Lukaku. Servirebbe soprattutto un difensore centrale, un'alternativa a Giovanni Di Lorenzo sulla destra e un centrocampista con grande dinamismo. Se poi non dovesse arrivare Giovanni Leoni, non finirebbe certo il mondo: è un ragazzo di 21 anni con enormi potenzialità, ma nel campionato italiano tutto va sempre verificato sul campo.”

Due sere fa siete stati i primi a lanciare il nome di Gonçalo Inácio in ottica Milan. Stamattina, invece, alcuni quotidiani autorevoli parlano anche di un tentativo per Virgil van Dijk. Senza entrare nel merito della notizia, le chiedo: oggi al Milan servirebbe di più Van Dijk oppure Gonçalo Inácio?

“Se potessi scegliere, prenderei sempre Virgil van Dijk. Parliamo del capitano del Liverpool, uno dei migliori difensori al mondo. Detto questo, mi sembra una pista estremamente complicata e oggi la considero più una suggestione che una trattativa concreta. La soluzione Gonçalo Inácio, che avete anticipato voi per primi, mi sembra molto più realistica. È vero, costa tanto anche lui, ma è un difensore di prospettiva: compirà 25 anni ad agosto, ha già collezionato numerose presenze con la nazionale portoghese ed è stato praticamente sempre titolare con lo Sporting, sia in campionato sia in Champions League. È un profilo affidabile e con ampi margini di crescita. Però, se mi chiedi chi sceglierei potendo avere entrambi, ti rispondo senza esitazione: Van Dijk. Anche se, oggi, mi sembra decisamente fantamercato.”  

Sezione: News fantacalcio / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 19:00
Autore: Luca Di Leonardo / Twitter: @tuttofanta
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