Maurizio Sarri è ufficialmente il nuovo allenatore dell'Atalanta. Il tecnico ex Lazio ha firmato con la società orobica un contratto biennale con opzione per il terzo anno.

La transizione dal maestro Gasperini agli allievi Juric e Palladino ha portato un ridimensionamento importante in casa Atalanta, passata dalla zona Champions League al settimo posto, che le consentirà comunque di rimanere in Europa, ma nella terza competizione, la Conference League.

IL MODULO

Con Sarri ci sarà, dunque, una vera e propria rivoluzione dal punto di vista tattico per la Dea, con l'abbandono del modulo 3-4-2-1 con cui ha raggiunto i risultati migliori nella sua storia, per passare alla difesa a 4, dogma del tecnico nato a Napoli, dimostratosi un po' più flessibile dalla cintola in su, passando nelle varie esperienze della sua carriera, dal 4-3-3 al 4-2-3-1, fino al 4-3-1-2 della sua prima stagione in Serie A con l'Empoli.

I CAMBIAMENTI TATTICI

Quel che è sicuro, oltre alla difesa a 4, è che ci saranno dei cambiamenti strutturali, Sarri è un allenatore che ha sempre preteso giocatori con caratteristiche specifiche per il suo calcio, in particolar modo in difesa, con movimenti fissi e armonici, e a centrocampo, dove preferisce la presenza di un play al centro che possa coordinare la squadra, dare equilibrio e gestire il possesso palla.

È chiaro che una rosa impostata e costruita negli anni per giocare un calcio totalmente differente, necessiterá di alcuni interventi sul mercato da parte della società o anche di un graduale adattamento da parte di alcuni calciatori al nuovo sistema di gioco e al credo calcistico di un allenatore integralista come Sarri.

I CALCIATORI A RISCHIO IN DIFESA

Parlare ad oggi di formazione-tipo è piuttosto prematuro, ma conoscendo le idee del tecnico ex Napoli, possiamo identificare quei profili a rischio, ossia giocatori che sono stati protagonisti con Gasperini, i quali possono rischiare la cessione o essere messi ai margini della rosa.

Ricordiamo che nell'ultimo anno, un giocatore come Nuno Tavares, devastante nella Lazio con Baroni nella stagione precedente, non si mai adattato ai dettami sarriani, e spesso è stato dichiarato "indisciplinato" dallo stesso Sarri, indice del grado di difficoltà e delle caratteristiche specifiche richieste. A maggior ragione, terzini abituati a giocare da quinti di centrocampo e difensori abituati a giocare da braccetti della difesa a 3, potrebbero riscontrare le medesime difficoltà.

È il caso di Kolasinac, arrivato a Bergamo da terzino, e rispolverato da Gasperini come braccetto di sinistra, il quale non risponde alla caratteristiche, né da centrale e né da terzino, e potrebbe diventare un esubero, nonostante la sua esperienza e il suo peso nello spogliatoio.
Da verificare i terzini, a rischio Bellanova e Zappacosta, quinti per caratteristiche, potrebbe cavarsela con la sua esperienza il terzino ex Roma. Più chance per Bernasconi, che potrebbe essere maggiormente plasmato da Sarri. Hien è un calciatore adatto al sistema e potrebbe anzi elevare il suo rendimento, così come Scalvini e anche Djimsiti non dovrebbe avere problemi nell'adattamento. Interessante il ruolo che potrebbe ricoprire Ahanor, schierabile da terzino sinistro, ma occhio alla possibilita di vederlo come centrale di sinistra. Da verificare l'adattamento di Kossounou. Ovviamente Palestra se dovesse restare sarebbe un titolare fisso.

I CALCIATORI A RISCHIO A CENTROCAMPO
Ad oggi l'Atalanta non possiede un play di ruolo, e di certo sarà uno dei profili che Giuntoli cercherà sul mercato. Difficile che De Roon possa ricoprire quel ruolo, più semplice pensare che giochi come mezz'ala. Un giocatore che può essere rigenerato da Sarri è Samardzic nel ruolo di mezz'ala offensiva, il serbo fu anche cercato ai tempi della prima esperienza alla Lazio. Anche Pasalic sarà importante nell'economia della stagione come jolly di centrocampo, meno possibilità per Musah se dovesse rimanere, da verificare invece la situazione di Maldini, avuto alla Lazio negli ultimi sei mesi.

ATTACCO
L'attacco atalantino ha diverse soluzioni e tutte abbastanza in linea con le caratteristiche richieste. Raspadori e De Ketelaere si adatteranno perfettamente, possibilmente anche nel ruolo di falso nueve. Zalewski è lecito pensare che possa agire prevalentemente come ala sinistra, ma la sua duttilitá può essere usata anche nel ruolo di mezz'ala, quasi certo il non utilizzo da terzino. Anche Kamaldeen Sulemana sarà un'ulteriore alternativa nelle frecce offensive di Sarri. Al centro ci sarà staffetta tra Scamacca e Krstovic

IL PALMARES

Dalle categorie inferiori allo Scudetto con la Juve e la gloria in campo internazionale con il Chelsea, la storia di Sarri è ampiamente nota nel nostro calcio. Non ha vinto alcun trofeo ma è rimasto impresso nell'immaginario collettivo il gioco espresso nel Napoli, sua esperienza certamente più significativa. Con la squadra azzurra ha raggiunto due secondi posti e il record di punti in campionato del club. Nel 2018 passa al Chelsea, dove raggiunge il terzo posto in Premier League, perde la finale di Community Shield contro il City, e vince l'Europa League nel derby contro l'Arsenal, primo allenatore italiano a riuscirci dai tempi di Alberto Malesani. Dopo un solo anno torna in Italia alla guida della Juventus e vince il suo primo e unico Scudetto in carriera. Le sconfitte nelle finali di Coppa Italia e Supercoppa Italiana e soprattutto la sconfitta agli ottavi di Champions contro il Lione, lo portano a lasciare i bianconeri alla fine di quell'anno. Nel 2021 inizia la storia con la Lazio, con cui arriva al secondo posto nel 2022-2023 e gioca la Champions League nel 2023-2024 dove si arrende al Bayern. Al terzo anno si dimette dall'incarico ma è tornato in sella nell'ultima, difficilissima stagione, in cui riesce a portare i biancocelesti in finale di Coppa Italia.

Sezione: Approfondimenti fantacalcio / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 12:00
Autore: Redazione Tuttofantacalcio / Twitter: @tuttofanta
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