Nome: Luís Oliveira
Nato il: 24/03/1969
Ruolo: attaccante
Squadre in Serie A: Cagliari, Fiorentina, Bologna (da giocatore)

"Prima che arrivassi a Cagliari Mazzone era indeciso tra me e Weah, ma alla fine scelsero me perché ero più giovane. Il mister era un osso duro, un giorno mi disse durante l'allenamento che non potevo giocare con delle scarpe troppo luminescenti perché gli avversari mi avrebbero visto da lontano e spesso mi riprendeva per i miei capelli lunghi e gli orecchini che indossavo. Con lui però ho sempre avuto un grande rapporto, non abbiamo mai litigato. Sono arrivato in Italia, grazie a lui e a Massimo Cellino". Così Luis Oliveira, durante la chiacchierata con noi sul canale Instagram, ci ha raccontato i suoi ricordi di mister Mazzone, mentre sul discorso fantacalcio ci ha rivelato: "no, non ho mai giocato, ma mio figlio sì".

Oliveira iniziò la propria carriera tra le fila dell'Anderlecht, in Belgio, squadra nella quale militò dal 1987 al 1992 (con la trafila nelle giovanili dal 1985 al 1987). Esordì nel massimo campionato belga nel marzo del 1988 e in particolare fu protagonista da titolare nelle sue ultime tre stagioni con la casacca della squadra belga, quando riuscì a segnare un buon quantitativo di reti (8 nella stagione 1989-1990, 18 e poi 10 nelle due successive). Inoltre in questi anni ebbe modo di esordire nelle coppe europee, trovando anche i primi gol in Champions League e in Coppa Uefa.

Il suo arrivo nel campionato italiano si caratterizzò per un episodio particolare, in quanto il Cagliari lo acquistò per 6 miliardi di lire nel 1992, dopo averlo visto giocare solamente in videocassetta. In Sardegna, Lulù Oliveira vivrà dei campionati da autentico trascinatore della squadra e si mise in mostra fin da subito: nella stagione 1992-1993, nonostante qualche piccolo screzio con l'allenatore Carlo Mazzone a causa del suo look stravagante, giocò in totale 29 partite e mise a segno 7 reti, grazie alle quali i rossoblù raggiunsero il sesto posto finale in classifica e la qualificazione alla Coppa Uefa. La stagione successiva fu strepitosa, sia per lui che per la squadra guidata da Bruno Giorgi: il belga-brasiliano mise a segno 12 reti in 29 partite di campionato e 4 in 10 partite nell'edizione della Coppa Uefa, che vide i sardi protagonisti di un torneo strepitoso e arrendersi soltanto nella semifinale di ritorno contro l'Inter: "noi eravamo un gruppo unito, se succedeva qualcosa tra di noi il capitano Matteoli cercava di calmare la situazione. Per noi quella Coppa Uefa fu un grande traguardo, arrivammo molto vicini a vincerla e peccato eravamo anche convinti di potercela fare. Fu il ricordo sportivo più bello a Cagliari".

Nei due successivi campionati, il suo rendimento fu sempre elevato (7 reti in 30 partite nel torneo 1994-1995 e 15 in 33 presenze nel 1995-1996). In particolare, l'ultima ottima stagione, in cui mise a segno il suo record personale a livello realizzativo in Serie A, gli valse la chiamata della Fiorentina che lo acquistò dal Cagliari. In maglia viola vivrà ugualmente delle splendide stagioni: 9 reti il primo anno, addirittura 15 il secondo (in cui eguaglierà il record di gol personale segnati in una singola stagione precedentemente con la maglia del Cagliari). Come ciliegina sulla torta, nel 1996 vinse con la Fiorentina il suo primo trofeo in Italia: la Supercoppa italiana.

Dopo un campionato sottotono (appena 2 reti in 30 partite nella stagione 1998-1999) e 1 presenza in maglia viola nel campionato successivo, Oliveira tornò a Cagliari nell'estate del 1999, ma la sua seconda esperienza in maglia rossoblù non fu memorabile: mise a segno appena 4 reti in 24 presenze in campionato e verrà ricordato soprattutto per l'espulsione dopo 50 secondi nella sfida contro la Reggina, record di espulsione più veloce nella storia della Serie A che verrà battuto solamente nel 2015 da De Sciglio. I demeriti tuttavia sono da addebitare nel complesso alla situazione generale della squadra guidata da Renzo Ulivieri che a fine campionato retrocedette mestamente in Serie B. Nella stagione successiva ci fu il suo trasferimento al Bologna, squadra nella quale resterà soltanto per una stagione e in cui metterà a segno soltanto 1 gol in 17 partite.

Nella stagione 2001-2002, Oliveira militò tra le fila del Como in Serie B. A fine stagione i lariani raggiunsero la promozione in A, trascinati dai suoi 23 gol in 38 presenze che gli valsero il titolo di capocannoniere. Nelle due successive stagioni, sempre in B, arrivò l'esperienza di Catania, dove l'attaccante divenne capitano della squadra e beniamino dei tifosi. In Sicilia in totale collezionò 73 presenze e 26 reti nel campionato cadetto.

Nei campionati successivi Oliveira giocò con Foggia e Lucchese in C1 e con il Venezia in B, senza lasciare il segno. Per finire la carriera tornò in Sardegna, dove militò nella Nuorese in C2 e con il Muravera nel campionato di Eccellenza (con la parentesi Derthona in D), appendendo gli scarpini al chiodo nel 2010.

Tra il 1992 e il 1999, Oliveira ha giocato con la Nazionale belga, totalizzando 31 presenze e 7 reti e prendendo anche parte alla spedizione dei Mondiali del 1998.

Concludiamo l'articolo con le due formazioni top della Serie A scelte dal nostro ospite, una relativa al passato e una all'attuale presente.
 

TOP 11 VINTAGE:

4-3-1-2

Buffon

Cafù - Thuram - Costacurta - Maldini

J. Zanetti - Albertini - Roberto Carlos

Baggio

Batistuta - Ronaldo

All. Capello
 

TOP 11 ATTUALE:

4-4-2

Handanovic

Malcuit - Skriniar - Acerbi - T. Hernandez

Milinkovic-Savic - Tonali - Nainggolan - Chiesa

Cristiano Ronaldo - Mertens

All. Inzaghi

Sezione: Borsino di TFC / Data: Mer 17 giugno 2020 alle 11:00 / Fonte: Fabio Salis
Autore: Redazione Tuttofantacalcio / Twitter: @tuttofanta
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